Contro la guerra: finalmente sciopero generale !

Finalmente una mobilitazione importante a livello nazionale contro il conflitto mondiale strisciante  in corso: Venerdì 20 maggio 2022 sciopero generale indetto dai sindacati di base con manifestazioni in molte città italiane.

Spiace evidenziare che mentre contro il greenpass abbiamo visto folle motitudinarie invadere le piazze la risposta contro la guerra sia molto più tiepida. Ma tale è la stupidità umana che c’è ancora molta gente che cazzeggia sul greenpass mentre i bombardieri volano sulle nostre teste…

Contro la guerra, contro ogni guerra ! appello anarchico dalla Russia

Riproponiamo un testo di denuncia contro la guerra proveniente dal  gruppo anarchico russo Avtonom :

“Giovedì mattina [24 febbraio 2022], Putin ha cominciato il più grande conflitto bellico in Europa dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Si nasconde dietro i presunti interessi della regione separatista del Donbass – nonostante le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk abbiano viste soddisfatte le loro richieste di riconoscimento come entità indipendenti, l’entrata ufficiale dell’esercito russo nei territori e il promesso trilione e mezzo di rubli. Si ricordi che, per molti mesi, gli affitti e i prezzi dei generi alimentari nella stessa Russia sono aumentati di giorno in giorno…

SEGUE SU “UMANITA’ NOVA”

Mentre noi cazzeggiamo sul green pass la guerra incombe !

Mentre noi perdiamo tempo a cazzeggiare sul green pass e sull’obbligo vaccinale il pericolo di guerra avanza minaccioso sugli scarponi degli eserciti russo e americano !

Lo scontro tra i due imperialismi non è mai stato così vicino. Da una parte la Russia non può tollerare di vedere gli stati confinanti aderire alla NATO (e si è già premunita annettendo la Crimea e altre zone dell’Ucraina), dall’altra Biden vuol far dimenticare la figuraccia dell’abbandono dell’Afghanistan e consolidare la posizione USA in Europa.

Chi ci va di mezzo è come sempre il popolo. Mentre a Kiev si chiamano alle armi anche le donne i maggiorenti fuggono all’estero con le proprie famiglie.

Anche l’Italia è presente sullo scenario con soldati nei paesi baltici e navi nel Mar Nero !

E’ IL MOMENTO DELLA MOBILITAZIONE ANTIMILITARISTA. OGGI. DOMANI POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI !!

Gorizia: condanne per la manifestazione antimilitarista del 2018

Il 3 novembre 2018 a Gorizia c’eravamo tutte e tutti!

Nelle ultime settimane sono stati recapitati quattro decreti penali di condanna ad altrettanti compagni della regione, in riferimento al corteo antimilitarista del 3 novembre 2018 a Gorizia da noi organizzato, con la richiesta di pagamento per un totale di quasi 11.000 euro. I capi di imputazione contestati sono: manifestazione non autorizzata, imbrattamento e accensioni pericolose di materiale pirotecnico.
Quel giorno una manifestazione di quasi 400 persone percorse le strade del capoluogo isontino per contestare le mortifere celebrazioni militariste e nazionaliste legate al centenario della “vittoria” nella prima guerra mondiale costata milioni di morti, feriti e mutilati.

Un’iniziativa scomoda perché legava il ricordo del primo massacro mondiale con la lotta contro il militarismo e le guerre di oggi. Durante tutto il corteo sono state infatti denunciate le responsabilità del militarismo nostrano nelle guerre che insanguinano tante parti del mondo; responsabilità dirette tramite la produzione e la vendita di armi (di cui un esempio concreto è la fabbrica Leonardo/Selex a Ronchi) e gli interventi militari e neocoloniali dell’esercito a supporto degli interessi delle grandi compagnie a partire dall’Eni.

Una giornata di lotta che è stata da subito ostacolata dalla Questura che, con assurdi pretesti, ha cercato di limitare la nostra visibilità negandoci inizialmente gran parte del centro città. Leggi tutto “Gorizia: condanne per la manifestazione antimilitarista del 2018”

4 novembre: festa dei massacratori

Inutile strage ? Certamente è stato inutile il sacrificio di nove milioni di morti (seicentomila in Italia) inutilmente ammazzati, tra i quali è stata ripescata la salma di un povero caduto, un “milite ignoto” da imbalsamare come simbolo del militarismo patriottico. Assai utile invece per i grandi industriali che, comodamente imboscati nelle retrovie, hanno fatto i miliardi a spese del bilancio dello Stato: come la FIAT, passata da quattromila a quarantamila dipendenti durante il conflitto…

Vale la pena di leggere qualche riga dai ricordi di uno che in trincea c’è stato davvero:

“Tutti la guerra la facevamo per vigliaccheria, non per coraggio. Ci chiamavano e non avevamo il coraggio di fare il disertore: allora dovevamo fare la guerra.

In un primo momento avevano messo in prima linea anche i carabinieri sul Podgora, al Pneumo. Li hanno mandati all’assalto, ma ci sono rimasti tutti, la maggior parte uccisi dai soldati italiani che sparavano loro nella schiena. All’ultima offensiva di agosto, alla quale ho preso parte a Gorizia sul Monte San Marco, è venuto un plotone di carabinieri da Udine con il motto ‘O morti o decorati”: Ma non li avevano mandati per andare all’assalto contro gli Austriaci ma per mandare gli Italiani ad ammazzare e a farsi ammazzare. Il primo assalto era andato male […] i carabinieri venivano a cercarci nelle gallerie, a vedere che mostrine avevamo sulla divisa. Se le avevamo da mitragliere ci lasciavano andare, ma se erano di fanteria allora voleva dire che si era scappati via dalla prima linea. Allora li prendevano e li tiravano fuori come maiali, quando li tirano fuori dalla stalla per ammazzarli: li mettevano su, davano un colpo di moschetto nella schiena… Quando vedevo queste cose, mi vergognavo, piangevo: ‘ma guarda quanto siamo vigliacchi, non siamo capaci di sparare a queste canaglie di carabinieri’. Leggi tutto “4 novembre: festa dei massacratori”