Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe (aprile 2021)

Dopo lunga assenza ricompare, denso (secondo la migliore tradizione) di analisi corpose, la rivista “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” di cui è appena uscito il numero 1, aprile 2021 per il momento in formato digitale.

Il periodico nasce negli anni Settanta dall’incontro tra:

“1. La tradizione anarchica nella sua versione classista e comunista liberata da incrostazioni ideologiche e da rigidità autoreferenziali.
2. La sinistra comunista tedesco-olandese e, in genere, la tematica consiliare

Il numero del 2016

fuori da ogni impianto determinista.
3. La scuola della composizione di classe di cui si riprendevano le radici antiburocratiche.” (A rivista anarchica, marzo 2002)

Ed ha conosciuto fino ad ora diverse serie, inclusa una falsa partenza nel 2016 

Riportiamo l’indice dl n. 1/2021:

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Una rivista di nome EMMA: impressioni dopo la lettura del primo numero


Abbiamo sotto gli occhi il primo numero della rivista “EMMA. Culture e pensieri libertari” (marzo 2021) e possiamo quindi azzardare qualche valutazione.

La redazione è composta da Sara Marchesi e Carlotta Pedrazzini (già redattrice di “A rivista anarchica”) quest’ultima nell’editoriale “Resistere al deserto” delinea il programma della nuova avventura editoriale:
“affrontare, attraverso analisi di ampio respiro, i problemi del nostro tempo, mantenendo alta l’attenzione critica nei confronti del potere, delle derive autoritarie, delle ingiustizie. Con l’obiettivo di provare a fornire strumenti per l’interpretazione di un contesto socio-politico che rifiutiamo e che vogliamo cambiare” rivolgendosi a lettrici e lettori “senza sicumera e senza la pretesa di detenere la verità”. EMMA sarà un periodico semestrale con l’obiettivo di “ritagliare, all’interno del panorama dell’informazione italiana, uno spazio per i pensieri, le lotte e le esperienze di matrice libertaria, che vada ad affiancarsi a progetti già esistenti.” Il nome della rivista vuole essere un tributo all’anarchica Emma Goldman.

La prima cosa che balza all’occhio è la grafica, bellissima. Nulla a che vedere con l’aspetto spartano di “Umanità Nova”o del “Seme anarchico”.


La seconda è il prezzo: 15 euro per 80 pagine (edizione digitale a 12 euro). Se consideriamo che il prezzo di “A-Rivista anarchica” si aggirava intorno ai 6 euro temiamo che questo elemento possa disincentivare la diffusione del nuovo periodico. Continue reading “Una rivista di nome EMMA: impressioni dopo la lettura del primo numero”

EMMA e Collegamenti: due novità nel panorama dei periodici libertari

E’ sempre doloroso registrare la chiusura di un periodico anarchico, come quella di A Rivista anarchica (di cui abbiamo diffusamente parlato).

Oggi invece possiamo registrare la nascita di ben due periodici nuovi:

Il semestrale EMMA (con sottotitolo ” Culture e pensieri libertari”) di cui a marzo 2021 è uscito il primo numero sembrerebbe intenzionato a raccogliere il testimone lasciato da A rivista anarchica. Il nome è ripreso da da “Emma Goldman, anarchica dallo sguardo lucido e tagliente che ha saputo decifrare il suo tempo e prevederne le derive”.

e, vecchia conoscenza, la rivista “Collegamenti Wobbly” che sta per risorgere dalle sue ceneri in una delle sue numerose reincarnazioni, (dopo la falsa ripartenza del 2016).

In attesa di poterla leggere riportiamo una vecchia presentazione che ne ripercorre la storia (da A marzo 2002):

Collegamenti Wobbly si presenta Continue reading “EMMA e Collegamenti: due novità nel panorama dei periodici libertari”

Torino: Denunciato per un romanzo

Sembravano storie da magistratura borbonica o pontificia, ma vista la location sarebbe meglio dire  sabauda. Accade invece oggi 2021. La magistratura torinese ha chiesto l’applicazione di due anni di sorveglianza speciale per il militante libertario Marco Boba. La colpa ? E’ autore del romanzo Io non sono come voi,  Eris edizioni, pubblicato nel lontano 2015 (risulta esaurito alla casa editrice).

La colpa ? una frase del protagonista del romanzo: Continue reading “Torino: Denunciato per un romanzo”

Ricordando Luciano Farinelli, “militante coriaceo”

Ricordiamo insieme Paolo Finzi, direttore di “A rivista anarchica” (recentemente scomparso) e Luciano Farinelli, storico direttore de “L’Internazionale”

“Una persona semplice, un militante coriaceo
di Paolo Finzi  [ da A rivista anarchica  anno 25 nr. 222 novembre 1995]

Il 24 giugno [1995] è morto ad Arcevia (Ancona) Luciano Farinelli. Non aveva ancora compiuto 64 anni. Era nato ad Ancona il 24 settembre 1931. Dopo il ricordo di Liuba Casaccia pubblicato sullo scorso numero, ecco quello di un nostro redattore

Quando, negli anni drammatici ed entusiasmanti che vanno dalla caduta di Mussolini (luglio ’43) all’immediato dopoguerra, il giovane Farinelli si avvicina al movimento anarchico in Ancona, non è certo solo. Sono tanti i giovani che, in quel clima di entusiasmo per la fine della dittatura, di speranze suscitate dalla Resistenza antifascista e di sensazioni di poter finalmente costruire qualcosa di migliore e di radicalmente diverso, entrano in contatto con gli anarchici, si stringono intorno ai numerosi “reduci” dalle galere, dal conflitto, dall’esilio – che costituiscono la colonna vertebrale di un movimento che si riaffaccia sulla scena sociale immediatamente catalizzando una fetta significativa di quelle speranze e di quelle illusioni.
Per ragioni complesse, che vanno anche al di là dei limiti e delle carenze del movimento anarchico (ma certo non vi prescindono), quell’ondata post-resistenziale si prosciugò e la sinistra rimase per decenni sotto la pesante cappa del comunismo stalinista. Il movimento anarchico, pur ridotto fortemente di numero e di capacità di influenza, seppe resistere. Continue reading “Ricordando Luciano Farinelli, “militante coriaceo””

La morte di “A rivista anarchica” ?

Dopo la tragica morte di Paolo Finzi (20 luglio 2020), storico direttore di “A rivista anarchica”, la redazione ha comunicato l’interruzione delle pubblicazioni. Tale comunicazione è avvenuta inizialmente solo attraverso la mailing list della rivista stessa giustificandola con le gravi condizioni economiche e con la “precisa decisione di Paolo, che tra le sue ultime volontà ha indicato di “cessare l’attività” di Editrice A.”

Solo molto tardivamente, quando già erano esplose le polemiche il comunicato è apparso sul sito della rivista

Nel frattempo Enrico Finzi, fratello di Paolo, sul suo blog personale ha dato la notizia pubblicamente con parole di fuoco (riportiamo testualmente): Continue reading “La morte di “A rivista anarchica” ?”

ABBATTERE LE MURA DEL CIELO: Storie di anarchiche, anarchici e occupazioni (Milano 1975-1985)

Una ricerca sulle occupazioni anarchiche a Milano che colma un vuoto.

Presto in libreria per Zero in condotta il libro di Mauro De Agostini, ABBATTERE LE MURA DEL CIELO: Storie di anarchiche, anarchici e occupazioni (Milano 1975-1985), Euro 15,00.

“Il soffocante clima ideologico di questi anni ha completamente oscurato la ricchezza progettuale, le speranze di cambiamento e la complessità del Movimento degli anni settanta, spesso ridotto, con una grave deformazione prospettica, a semplice premessa e cornice del “terrorismo”.

Il libro, ricco di documenti e di testimonianze, ricostruisce la storia di alcune occupazioni anarchiche a Milano tra il 1975 e il 1985, in particolare le vicende che vanno dall’occupazione di via Conchetta 18 e Torricelli 19 (1976) allo sgombero di via Correggio 18 (1984).

Un “microcosmo” militante, in cui si riverberano le vicende del movimento anarchico italiano e più in generale quelle dell’intero Movimento del 1968-77. Lotte, poesia, repressione: dalle lotte degli ospedalieri e degli altri lavoratori a quelle per il diritto alla casa Continue reading “ABBATTERE LE MURA DEL CIELO: Storie di anarchiche, anarchici e occupazioni (Milano 1975-1985)”

il SEME ANARCHICO: profilo di un giornale antiautoritario

 

Il SEME ANARCHICO è una “storica” testata dell’Anarchismo in lingua italiana che si pubblica attualmente ad Alessandria. Il periodico ha sempre dato spazio a tutte le voci dell’anarchismo evitando atteggiamenti preconcetti.
Seme Anarchico è stato (ed è tutt’ora) espressione di individui che hanno proposto (e propongono) innanzitutto un’emancipazione esistenziale avulsa da tatticismi e strategie politiche modellandosi sui principi antiautoritari espressi anche nell’Internazionale Antiautoritaria (congresso di Saint-Imier del 1872) che nega diritti legislativi a qualsiasi tipo di Congresso, anche regionale; tali principi si oppongono,tra l’altro, alla pratica di una maggioranza congressuale di imporre soluzioni alla minoranza.
Riportiamo questa scheda, realizzata da compagn* che collaborano con la redazione:
Il primo numero dell’allora ‘mensile’ Seme Anarchico fu pubblicato a Torino nel 1951 dai compagni Italo Garinei e Dante Armanetti che, anche se inizialmente il giornale aderì alla federazione anarchica italiana così come strutturata nel primo dopoguerra, furono critici, insieme ad altri, ai nuovissimi Patti Associativi e a pratiche assembleari considerate eccessivamente accentratrici e burocratiche sia da parte, prima della federazione nazionale, che successivamente, dei gruppi toscani dell’epoca.

Nel 1966, dopo un breve periodo di intervallo delle pubblicazioni, Seme Anarchico riprese fino al 1968. Anche in seguito alla morte di Garinei il periodico si interruppe fino al febbraio del 1980 quando ricominciarono le pubblicazioni come mensile, grazie soprattutto all’importante lavoro redazionale dell’infaticabile compagno Ivan Guerrini e successivamente negli anni ’90 e 2000 anche di Franco Bonçiuga, Nicola Vitale, Elisa Di Bernardo e Fabio Razzi e dal Gennaio del 2010 con Antonietta Catale e Guido Durante che tutt’ora lavorano in redazione.

Il periodico ha sempre dato spazio a tutte le voci dell’anarchismo evitando atteggiamenti preconcetti.
Seme Anarchico è stato (ed è tutt’ora) espressione di individui che hanno proposto (e propongono) innanzitutto un’emancipazione esistenziale avulsa da tatticismi e strategie politiche modellandosi sui principi antiautoritari espressi anche nell’Internazionale Antiautoritaria (congresso di Saint-Imier del 1872) che nega diritti legislativi a qualsiasi tipo di Congresso, anche regionale; tali principi si oppongono,tra l’altro, alla pratica di una maggioranza congressuale di imporre soluzioni alla minoranza.

Con l’ausilio e le riflessioni di molti compagni quali Ivan Guerrini, si è svolta una riflessione costante del rapporto tra anarchismo e organizzazione, convivenza spesso problematica che ha avuto a volte derive addirittura contrarie ai fondamentali principi non autoritari.

L’iniziativa, l’azione anarchica, è innanzitutto individuale e si riproduce “nell’associazionismo volontario”: mai strutturato in organizzazioni troppo statiche e burocratiche.

Dall’analisi dei poteri (da quello statale a quello economico, da quello religioso a quello militarista), nel periodico si sono spesso proposte soluzioni e suggerimenti privi di  teoremi deterministici,  proponendo l’educazione e anche l’iniziativa individuale come strumento indispensabile per il raggiungimento della libertà e per sconfiggere l’ignoranza e i pregiudizi fomentati dalle religioni e dagli stati.

Per queste ragioni il Seme Anarchico ha sempre dato ampio spazio anche a iniziative ed articoli di carattere artistico, musicale, individuale e di cultura, oltre che di lotta e di movimento e analisi del presente, in un’ottica di strumento di comunicazione, fin dalla sua nascita, libero da ‘prassi’ di organi politici o di informazione burocratizzati o linee politiche deterministe o, peggio, di carattere autoritario. Questa, fin dal dopoguerra, è sempre stata ed è tutt’oggi la sua caratteristica distintiva.

Per contattare la redazione scrivere ai seguenti indirizzi : Antonietta Catale – Guido Durante

C.P. 233 – 15121 Alessandria; oppure semeanarchico@libero.it

Per abbonamenti e pagamenti copie versare i contributi sulla nuova Carta Postapay evolution n. 5333 1710 2771 9158 intestata a Catale Antonietta.