Ancora un po’ di tempo e lo stato farà mettere le sbarre e le porte blindate anche nelle nostre case…

“Ancora un po’ di tempo e lo stato farà mettere le sbarre e le porte blindate anche nelle nostre case…” così scriveva Anacleto (militante anarchico di Milano) nell’ottobre 1982 riferendosi al supercarcere di Voghera (Abbattere le mura del cielo, p. 192).

Parole che oggi suonano profetiche. Certo oggi c’è una emergenza sanitaria, certo la quarantena è oggi necessaria… Però, però quando mai non siamo in stato di emergenza ?

Teniamo alta la guardia per evitare che queste limitazioni alla libertà di movimento diventino a poco a poco permanenti…

TRIESTE: occupato e subito sgomberato uno spazio sociale

Nella giornata di ieri [28 settembre 2019] l’esperienza dello spazio sociale autogestito “Breccia” è stata stroncata dopo pochissime ore da un massiccio intervento di solerti tutori dell’ordine. Non c’è stato nessun margine di trattativa, il messaggio era chiaro: in questa città non vi deve essere nessuno spazio sottratto al degrado e all’abbandono tramite la pratica dell’azione diretta. Leggi tutto “TRIESTE: occupato e subito sgomberato uno spazio sociale”

REPRESSIONE A TORINO: sgombero dell’Asilo occupato, arresti per “associazione sovversiva”

L’attacco all’Asilo, l’accusa di associazione sovversiva, la normalizzazione violenta di un quartiere

Era l’alba del 7 febbraio. Sin dalla tarda notte c’erano stati segnali d’allarme: decine di mezzi blindati della polizia in movimento per la città. La sorpresa, programmata con cura, non aveva funzionato. Quando un esercito di poliziotti, carabinieri, guardie di finanza e Digos hanno fatto irruzione all’Asilo occupato di via Alessandria, cinque anarchici sono riusciti a salire sul tetto. Vi rimarranno per oltre 30 ore, nonostante il freddo rigido e l’assedio degli uomini e delle donne della polizia politica.
La stessa mattina la polizia entrava nella casa occupata di corso Giulio Cesare per effettuare alcuni arresti.
Lo sgombero di una delle occupazioni storiche della città è coinciso con l’Operazione “Scintilla“, che la Procura torinese ha aperto nei confronti di una trentina di attivisti contro la macchina delle espulsioni e i CPR, le prigioni amministrative per immigrati senza documenti. Il pubblico ministero Manuela Pedrotta ha chiesto ed ottenuto la detenzione in carcere per sei anarchici.
L’accusa, rispolverata per l’occasione, è di associazione sovversiva, l’articolo 270 del codice penale, uno dei tanti strumenti affinati nei decenni per colpire chi si unisce per trasformare radicalmente l’assetto politico e sociale in cui tanta parte dell’umanità è forzata a vivere. Un’accusa che colpisce l’identità politica al di là dei singoli episodi che vengono assemblati per criminalizzare le lotte, tentare di isolare compagni e compagne dal contesto sociale in cui si muovono. SEGUE SU ANARRESINFO