UDINE: “una cella in piazza” 20 giugno 2026

sabato 20 giugno 2026, ore 10, p.zza della Repubblica – UDINE
UNA CELLA IN PIAZZA – PRESIDIO
Portiamo in piazza la riproduzione di una cella del regime carcerario 41bis, punta di diamante del sistema carcerario italiano, che rappresenta una vera e propria tortura di Stato,
per raccontare l’esperienza disumana dei detenuti e delle detenute nelle carceri italiane e dare voce alla loro resistenza,
come simbolo della crescente repressione del dissenso nelle città e negli spazi pubblici, attraverso dispositivi legislativi come i cosiddetti “pacchetti sicurezza” che hanno introdotto nuovi reati tra cui quello di “rivolta carceraria” che vuole proprio colpire le proteste anche in forma di resistenza passiva di chi è rinchiuso nelle carceri e nei CPR lager per migranti 

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per la vita di Alfredo Cospito, contro il 41 bis

L’accanimento giudiziario si aggrava, la vita di Alfredo Cospito è chiaramente in pericolo !

secondo le dichiarazioni  della dottoressa che lo visita, Angelica Melia: «Siamo al bivio, da un momento all’altro può crollare, siamo sull’orlo del precipizio. Gli ho sconsigliato di camminare nell’ora d’aria perché consumando ulteriori energie potrebbe far precipitare la situazione».

E’ necessario accentuare la mobilitazione contro il barbaro sistema del 41 bis. Non disdegnando anche di collegarsi alla ventata di orrore che pervade anche alcuni settori della borghesia “illuminata”. Anche la campagna per la verità sulla “Strage di Stato” a suo tempo è risultata vittoriosa perchè ha saputo trasformarsi in consapevolezza di massa. Sebza inutili e controproducenti settarismi

 

Contro la barbarie del 41 bis: il caso di Alfredo Cospito

Riceviamo e (doverosamente) divulghiamo questo comunicato:

“Contro il 41 BIS, solidarietà rivoluzionaria con l’anarchico Alfredo Cospito

Giovedì 5 maggio l’anarchico imprigionato Alfredo Cospito ha ricevuto notifica della disposizione nei suoi confronti del regime penitenziario del 41 bis. Al momento Alfredo è ancora detenuto nel carcere di Terni, nell’apposita sezione dedicata. Non sappiamo se questa è una destinazione provvisoria e se ad essa seguirà un trasferimento in altro istituto. Il decreto è stato disposto, come prevede la norma, direttamente dalla ministra della giustizia Marta Cartabia, già presidente della corte costituzionale. Ricordiamo, molto brevemente, che il 41 bis è un regime penitenziario particolarmente afflittivo, che prevede, onde impedire ogni forma di comunicazione, l’isolamento, l’assenza di socialità e di ogni attività interna, il silenzio, la censura della corrispondenza, un’ora di colloquio mensile col vetro divisorio e il «citofono», quindi la registrazione del colloquio stesso, 10 minuti di telefonate al mese con un familiare autorizzato costretto a telefonare dall’interno di una caserma dei carabinieri. Ai reclusi è fatto divieto di ricevere giornali e libri, preventivamente la gran parte della corrispondenza viene bloccata a causa dei suoi contenuti, inoltre, non è possibile acquistare giornali e vi è una forte limitazione nella disponibilità di oggetti all’interno della cella (libri, vestiti, cibo, carta e penna contingentati). Leggi tutto “Contro la barbarie del 41 bis: il caso di Alfredo Cospito”